13 febbraio 2010

Ho appena finito di leggere un libro. Non un Pulizter , neanche un granchè ma comunque con qualche elemento utile per riflettere.
E' la storia di un cameriere , anzi no. E' la storia di una persona che non trova un senso nei lavori che faceva e si ricicla cameriere..nel frattempo. Inizia così e resta per sei anni nello stesso ristorante diventando capo-cameriere e vice del capo. In realtà si scopre scrittore, crea un blog e da li trova anche un editore che gli pubblica un libro, quello che ho letto io, con tutte le sue disavventure. Piacevole all'inizio diventa poi una palla ma l'ho portato alla fine perchè non mi piaccione le incompiute .
E' il sogno di ogni blogger trovare qualcuno che gli dica "wow mi piaci come scrivi, che ne dici se ti commissiono un libro?" ma le probabilità che succeda sono 1 su 10.000 e anche se poi il libro viene pubblicato mica vuole dire che sei uno scrittore ..anzi.. la maggior parte dei blogger che hanno poi fatto l'ingresso in libreria con successo sono proprio pochi (a parte Pulsatilla ..non mi viene in mente nessun altro) . Probabilmente perchè quello che si racconta in un blog è esclusivamente autobiografico e per quanto ognuno è convinto di vivere una vita unica, straordinaria, eccezionale, in realtà racconta solo i cazzi propri anche in maniera banale.
Io personalmente ho coltivato a lungo il sogno di diventare giornalista e scrittrice ma ho abbondanato il tutto molto prima di aprire questo blog, che è nato per tenermi impegnata nelle lunghe ore di noia del Front Office a Firenze e poi si è trasformato così, poco a poco, in un luogo di incontro con gli amici che sono lontani fisicamente da me. Scrivere bene non significa avere idee brillanti ma avere letto abbastanza da potersi permettere una grammatica e una sintassi piacevole senza congiuntivi a cazzo o frasi senza soggetto. Quindi ho appeso la penna al chiodo e ho cercato altre strade per soddisfarmi . A parte il sesso , chiaro.
Lavorare mi piace , ogni esperienza lavorativa che ho compiuto mi ha arricchito, dato e tolto e segnato. Non ho mai vissuto un impiego come un ripiego per altro. MAI. Io sono una receptionist di albergo. Lo sono dentro. L'ho scelto come lavoro, mi piace e ne ho fatto una missione.
Quando ci siamo trasferiti qui, nel PPP, non ho neanche cercato qualcosa inerente perchè la situazione in zona è drammatica. Ho trovato un posto in un bar. Le premesse all'assunzione erano di un tipo , poi si sono dimostrate nei fatti altre e comunque sono diventata cameriera, barista, addetta alla macchina del caffè, psicologa dei clienti depressi, gossippara , babysitter e dogsitter. E mi piaceva. La ruota però a ripreso a girare ed ecco che un 5 stelle mi chiama , mi cerca, mi assume e mi ridà il mio ruolo. Non sapevo se accettare o no, mi sono sentita in colpa verso i titolari , ho dormito di merda due notti , ho studiato davanti allo specchio le frasi da dire per riassumere "me ne vado" e poi .... "oh ce lo aspettavamo, d'altronde questo non era il tuo lavoro" . Ecco come liquidare due anni in un secondo. Che cazzo vuol dire? Certo che era il mio lavoro, l'ho fatto con caparbietà e anche se nell'intimo mi sentivo altro nella sostanza ero (e sono ancora fino a fine mese ) una cameriera . Vabbè . Eviterò di scrivere un libro sulle castronerie da bar e sulle vendette delle bariste ...ma non sapete cosa vi perdete!!!!
Da marzo inizia una nuova avventura , nonostante il mio oroscopo sia avverso ( il giorno delle dimissioni diceva " credi al detto chi lascia la strada vecchia sa quello che lascia ma non quello che trova ") credo di più nella volontà . Fare caffè mi mancherà ma almeno perderò quei tre o quattro kg di schifezze mangiate ogni turno ...

2 commenti:

Liberino ha detto...

Mi fa piacere, Giulia!!!! K albergo ti ha chiamato? 5 stelle in provincia di Savona??? Non mi viene in mente nulla...

elle ha detto...

in bocca al lupo!