09 agosto 2007

Back . Uff ...

Eccomi tornata. Dopo 7 giorni riposanti a fare scorpacciate nelle varie sagre, a festeggiare amiche che si stanno per maritare e vedere altre che non vedevo da tempo .. sono tornata. Giusto in tempo per vedere la mezza alluvione di Firenze : a noi è andata relativamente bene (solo la lavanderia allagata e il giardino un po' devestato , oltre ad un fiume di acqua dalla porta finestra sul giardino) ma ho sentito gente nella nostra stessa strada moccolare con i vigili e L'Enel..
Che ci vuoi fare è la vita. Adesso bisogna tenere duro fino a novembre . Forza e coraggio. Se esco viva da settembre allora è tutto liscio..

Allora ecco qui qualche immagine del mitico addio nubilato della Zizi (1° settembre attenzione è vicino) :











E per concludere una bella Nave in Bottiglia che farà felici tutti i portavaligie dell'aeroporto di Fiumicino :
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AZ 27
Alle 16 e 55, cinque minuti appena alla fine del suo turno di lavoro, Gerardo T. Fece il colpo migliore. Era l'ultimo carico, doveva scegliere in fretta: puntò sullo zaino con le cuciture e le nappine, aprì la tasca laterale e sperò. C'era: un cellulare zincato tribanda praticamente nuovo. Qualcuno era stato così sbadato da lasciarlo lì. Probabilmente era scarico, ecco perché. Infatti. Non era un problema: l'avrebbe ricaricato Gerardo T. Buttò in fretta tutti i bagagli del volo AZ 27e si allontanò, il tribanda infilato nei pantaloni.
Alle 18 e 12 era a casa. Agganciò l'apparecchio al caricatore e guardò le tacche ballare con ritrovata energia. Trentacinque minuti: ricarica completata. Accese: non c'era neppure un codice d'accesso. Semplicemente, funzionava. Trillò, perfino. La suoneria era una musichetta da circo. Il chiamante: anonimo. Gerardo T. rispose. Una voce di donna disse: "Allora, che hai deciso? Vuoi incontrarmi o no?" "Ef?" fece Gerardo T., attento a non rivelare la voce diversa. "Sono Catwoman. Senti Torero, abbiamo chattato per sei mesi prima di scambiarci i numeri, ma o è stasera o mai più, non sopporto gli indecisi". Capì che la donna non l'aveva mai visto né sentito, il Torero. Era il suo giorno fortunato. Disse: "Va bene. Dove?" Lei disse: "Salita degli Ibernesi. Alle otto" Lui disse: "Ci sa..." Lei riattaccò.
Prese la metro. Si era messo le scarpe migliori (rubate martedì) e una cravatta di Gucci (rubata il giorno prima). Chiese indicazioni all'uscita.
Accelerò perché erano le otto e cinque. Svoltò dove gli avevano detto di farlo. Lei lo attendeva sulle scale di pietra. Bingo! Era giovane. Era bella. Le sorrise.
Lei ricambiò, poi estrasse la pistola con il silenziatore e fece fuoco. Si avvicinò al cadavere. Lo frugò, riprese il cellulare. A un suo cenno gli altri passeggeri del volo AZ 27 sbucarono dal vicolo. Uno si prese l'orologio di Gerardo T., uno la cravatta, uno le chiavi di casa, per finire il lavoro più tardi, dopo aver buttato il corpo nella spazzatura, dopo aver brindato sulla terrazza dell'hotel Forum: "Poi dicono che non c'è più giustizia!".
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Boia..

1 commento:

elisa ha detto...

fantastico!!! bellissimo, viva la giustizia privata.
io ero in motorino mentre c'era l'uragano willy... mi son cagata sotto. come stai frugolina? icchè tu fai a novembre? ci si vede,noi siamo qua,tipo domani sera con gli amici bombaroli di libero,o anche la sera di ferragosto.
ciaoooo